
Un’estate in cammino: i luoghi del cuore dello staff della Casa del Parco
Quest’estate scopri la Valle attraverso il racconto dei cammini preferiti dello staff.
Diario di bordo
Cosa significa oggi fare ristorazione in una valle di montagna? Per noi della Casa del Parco non significa semplicemente servire dei piatti o valorizzare alcuni prodotti locali. Significa costruire ogni giorno una relazione tra persone, paesaggio, natura e cultura materiale. Interpretare un territorio senza trasformarlo in una cartolina, accettandone limiti e opportunità, lasciandosi guidare dalle stagioni, dalla disponibilità delle materie prime e dall’incontro con chi le produce.
La nostra cucina nasce da una tensione costante tra radicamento e ricerca. Da un lato ci sono la Val Saviore, la Valle Camonica, le erbe spontanee, i formaggi d’alpeggio, l’orto e le pratiche che appartengono a questi luoghi. Dall’altro la curiosità, il cammino e il viaggio, e il confronto con altre montagne, altri artigiani e differenti modi di interpretare il cibo.
È un racconto che cambia durante l’anno, seguendo il ritmo della natura. La cucina diventa così uno strumento per leggere il paesaggio e abitarlo in modo consapevole.
La nostra cucina nasce da una tensione costante tra radicamento e ricerca. Da un lato ci sono la Val Saviore, la Valle Camonica, le erbe spontanee, i formaggi d'alpeggio, l'orto e le pratiche che appartengono a questi luoghi. Dall'altro la curiosità, il cammino e il viaggio, e il confronto con altre montagne, altri artigiani e differenti modi di interpretare il cibo.
LA PROPOSTA
La proposta gastronomica della Casa del Parco nasce dal desiderio di esprimere la qualità delle materie prime attraverso uno stile contemporaneo, aperto alle contaminazioni e alle influenze provenienti da altri territori e culture gastronomiche. Ciò che conta non è soltanto la provenienza di un ingrediente, ma la sua qualità, la relazione con chi lo produce e la coerenza con i valori che guidano il nostro lavoro. Se un prodotto eccellente arriva da vicino rappresenta un valore aggiunto; se proviene da altre aree montane o da realtà artigianali con cui condividiamo una visione comune, trova comunque spazio nella nostra cucina.
La proposta evolve costantemente seguendo il ritmo delle stagioni, della montagna e della disponibilità delle materie prime. La cucina italiana rappresenta il nostro principale riferimento culturale, ma viene continuamente riletta attraverso giochi di temperature, consistenze e tecniche di lavorazione tipiche di altre culture culinarie di cui riconosciamo il valore. Non cambia soltanto la materia prima: cambia anche il modo di interpretarla. La creatività è parte integrante del progetto e si traduce in un menu in continua evoluzione, capace di raccontare l’andamento dell’anno, il paesaggio e la vita naturale della montagna.
Il rapporto con l’ambiente alpino è concreto e quotidiano. Una parte significativa degli ingredienti nasce dall’osservazione e dalla raccolta diretta del territorio circostante. Il foraging rappresenta infatti una pratica fondamentale per completare e caratterizzare i piatti, permettendo di instaurare un dialogo diretto con il paesaggio.
Anche l’isolamento geografico della Val Saviore viene interpretato come un’opportunità. La limitata disponibilità di alcuni ingredienti e fornitori stimola una relazione più profonda con l’ambiente naturale e con le pratiche di raccolta, coltivazione e trasformazione.
Tra le filiere locali, quella lattiero-casearia occupa un ruolo centrale. I formaggi rappresentano una delle espressioni più solide e identitarie della produzione della Val Saviore e della Valle Camonica, raccontando una tradizione ancora viva e profondamente legata al territorio.
A questa rete di produttori si affianca il lavoro svolto nell’orto della Casa del Parco, gestito direttamente dal team. Coltiviamo una piccola produzione di legumi autoctoni, tra cui il fagiolo di Cevo e il Copafam, insieme a rabarbaro, rape, pomodori, zucchine, ravanelli, radicchi, piccoli frutti e diverse specie spontanee.
La nostra idea di territorialità non si esaurisce nei confini della valle. Alcuni ingredienti provengono infatti da altre aree montane con cui nel tempo si sono costruite relazioni solide e durature. Sono legami che mettono in dialogo montagne diverse, accomunate dalla stessa attenzione per la qualità, l’artigianalità e il rispetto dei ritmi naturali.
Anche la proposta enologica si è evoluta significativamente nel tempo, fino a raggiungere una selezione composta da venticinque cantine e oltre sessanta etichette. La carta dei vini è concepita come parte integrante dell’esperienza gastronomica e cresce insieme alla cucina. La selezione privilegia piccole produzioni artigianali provenienti principalmente dai territori montani, pedemontani e collinari dell’arco alpino lombardo e delle regioni limitrofe. È una proposta orientata all’eleganza, alla bevibilità e alla capacità di accompagnare il cibo senza sovrastarlo.
Particolare attenzione è dedicata alla viticoltura camuna: dodici delle venticinque cantine presenti in carta provengono dalla Valle Camonica, ciascuna rappresentata da almeno due etichette. Parallelamente stiamo sviluppando una proposta di bevande analcoliche artigianali e una selezione di amari, liquori e distillati che affianca le produzioni della Val Saviore ad altre esperienze di qualità provenienti da territori vicini.
La Casa del Parco non è un ristorante tradizionale né un’impresa familiare. È uno spazio ibrido nato dall’incontro di persone provenienti da percorsi professionali e culturali differenti. Questa pluralità rappresenta una delle nostre principali risorse: ciascuno contribuisce con il proprio sguardo, le proprie competenze e la propria sensibilità alla costruzione di un progetto comune.
La proposta gastronomica riflette questa identità. Non cerca di replicare modelli esistenti, ma di costruire una strada originale, che parla di noi e del nostro rapporto con le terre alte, e aperta al confronto con altre esperienze. Una cucina che interpreta il rapporto tra uomo e natura attraverso il cibo e che prova a raccontare, piatto dopo piatto, un paesaggio gastronomico contemporaneo.

Quest’estate scopri la Valle attraverso il racconto dei cammini preferiti dello staff.

pensieri dalla seconda edizione del festival

Una guida che non è solo una guida. Cosa abbiamo fatto e perché Per provare a raccontarvi questa storia vi proponiamo di invertire il senso di marcia e di partire