Una delle cose belle successe quest’anno

Diario di bordo

Ricordo lucidamente il momento in cui Monica, Paolo, Sara, Vasco e Valentina sono venuti a bussare alla porta della Casa, quasi un anno fa. L’energia della voce mi ha fatto subito intendere che si trattava di qualcosa di molto importante. Quella sera abbiamo iniziato a fare quello che alla fine ci piace tanto, ossia parlare di territorio: del potenziale delle risorse locali dal punto di vista ambientale e naturalistico; della preoccupazione per lo stato di manutenzione attuale dei sentieri; dell’azione di cura quotidiana e sapiente svolta silenziosamente dalle aziende agricole di montagna; e della voglia di fare rumore, immaginando spazi e forme nuove per tornare a dialogare e confrontarsi su questioni comuni che ci riguardano, prima di tutto da abitanti.    

A quell’incontro ne sono seguiti altri, il coro si è allargato e ha deciso di provare a darsi una forma: oggi siamo il “gruppo informale agricoltura e ambiente”, cittadine e cittadini della Val Saviore preoccupati per lo stato di difficoltà in cui versano le attività agricole e turistiche attualmente attive sul territorio. Oggi il gruppo conta di un pugno di presenze stabili e qualche visitatore saltuario che rivediamo sempre con tanto piacere.     

"Favorire la conoscenza reciproca tra attori locali presenti e di metterci in rete; raccogliere esigenze e idee, proponendo soluzioni che sappiano interpretare i bisogni, unirli e trasformarli in un rilancio costruttivo".

Il nostro nome è così arioso, perché prova a tenere insieme un sacco di cose. 

Per alcune e alcuni il gruppo è una questione di sopravvivenza: contro l’isolamento, la frammentazione e la diffidenza; contro scelte politiche prese lontano dai territori, dentro a stanze chiuse; contro la paura di vedere il proprio progetto di vita farsi fragile; contro una cultura collaborativa stanca e atrofizzata.   

Per tutte e tutti il gruppo è tante idee che parlano di cura del territorio e autodeterminazione. E che alimentano un grande tentativo testardo: favorire la conoscenza reciproca tra attori locali presenti e di metterci in rete; raccogliere esigenze e idee, proponendo soluzioni che sappiano interpretare i bisogni, unirli e trasformarli in un rilancio costruttivo. 

Tornare a parlare di bene pubblico, chiedendo in primis che l’azione quotidiana e preziosissima di mantenimento dei prati e dei boschi e di regimazione delle acque che svolgono le aziende agricole venga riconosciuta come merita. 

Favorire l’incontro tra risorse disponibili, esigenze e aspirazioni delle persone; condividere saperi diversi e coordinarli per individuare azioni concrete a sostegno delle attività presenti, per il benessere del territorio, della montagna, incrementandone l’abitabilità presente e futura. 

Trovare soluzioni creative alle sfide del nostro tempo; abilitare nuovi spazi di confronto, di azione e di rivendicazione politica e culturale.      

L’evento dell’11 e 12 ottobre sarà un passo importante in questa direzione. Grazie alla collaborazione con l’associazione PromoCevo, il programma della due giorni è stato disegnato a più mani, rispettando l’animo del gruppo e la voglia di occuparci in prima persona del racconto della Valsaviore.

PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Sabato 11 Ottobre 

  • ore 15.00 saluti introduttivi e apertura del mercato agricolo-contadino

  • ore 16.00 Montagna 2000 Junior Lab – attività di educazione ambientale per bambini e bambine (6 – 10 anni) con Veronica Vismara. Su prenotazione 

Montagna 2000 Junior Lab è un laboratorio all’aperto di 80 minuti che trasforma bambine e bambini in piccoli “esploratori Natura 2000”. Con un semplice *kit da biologo* (lente, scheda specie, matita) i partecipanti svolgono un mini-safari per riconoscere sei specie‐simbolo tutelate dalla rete europea, costruiscono un grafico per visualizzare le loro scoperte, discutono – tramite emoji e giochi di ruolo molto visivi – l’idea di costruire una casetta sul prato protetto, e realizzano un poster collettivo con le loro soluzioni. L’attività si chiude con un “albero delle promesse” dove ciascuno appende l’azione che farà per la montagna. 

*Veronica Vismara è formatrice in Educazione alla Cittadinanza Globale da sempre appassionata di ricerca storiografica e genealogica, è laureata in Mediazione Linguistica e Culturale con un Master in Diritti Umani e Gestione dei Conflitti (Scuola Superiore Sant’Anna). Appassionata da sempre di montagna, lotta per la difesa del suo ambiente naturale e per la giustizia sociale, tramite diverse organizzazioni di volontariato e progetti di attivazione locale.

  • ore 18.00 aperitivo e concerto con i Mia Tat Gipsy

* I Mia Tat Gipsy sono un quartetto portatile jazz manouche, un genere frizzante, virtuoso e d’atmosfera, dal ritmo swing e dalla sensibilità gitana e europea. Il repertorio comprende standard jazz rivisitati, motivi della tradizione balcanica e brani cantati. Il quartetto è composto da Silvano Guarneri e Tommaso Arcuni alle chitarre, Giacomo Cattalini alla fisarmonica e Federico Gelfi al contrabbasso.

  • Dalle 19.00 apertura della cucina a cura del Gruppo Agricoltura e Ambiente. Gradita prenotazione. 

* La nostra proposta per la serata valorizza la stagionalità dei prodotti, esaltandone qualità e varietà, nel rispetto delle materie prime e delle realtà agricole locali.

  • Ore 21.00 Le Cantore – concerto 

* Le Cantore sono un gruppo vocale di tradizione orale composto da Alessandra Abate, Primarosa Bosio, Maria Nastasio, Tiziana Portieri, in collaborazione con Lucia Guarino e Teresa Guarino. Nate nel 2020 dopo un seminario con Giovanna Marini, Le Cantore propongono un repertorio di canti popolari che hanno svolto la funzione sociale di racconto collettivo, di denuncia e di protesta, con un’attenzione particolare alla voce delle donne. Il senso di una loro riproposta oggi sta nell’intento forte di ri-attualizzarli, in relazione a occasioni, momenti collettivi, proteste e problemi ancora presenti, per rintracciare un filo rosso di continuità tra passato e presente. Per la serata, sarà proposto un repertorio legato al tema del lavoro della terra. 

Durante tutto il pomeriggio mercato agricolo contadino, vin brulè e caldarroste a cura di Alpini e PromoCevo e servizio bar a cura del Gruppo Agricoltura e Ambiente. 


Domenica 12 Ottobre

  • Ore 9.30 Sulle tracce dell’autunno – passeggiata autogestita sul sentiero Etrusco-Celtico in compagnia di Maurizio Bianchetti e Italo Bigioli dell’associazione Amici della Natura di Saviore.

    *Il sentiero “Etrusco-celtico” percorre un tratto molto significativo di un antico luogo sacro del quale la testimonianza più remota è la statua-stele detta di Oecia, risalente, almeno, al quarto millennio A.C. La sorgente detta dell'”Aiva forta” è l’epicentro attorno al quale, fin dalla più remota antichità, sacro, misterioso e curativo erano un tutt’uno.

    Ritrovo presso il parcheggio del cimitero della Chiesa di San Sisto. Su prenotazione

  • Dalle ore 12.30 pranzo allo Spazio Feste a cura del Gruppo Agricoltura e Ambiente. 

 

A seguire caldarroste, vin brulè e succo di mela a cura del gruppo Alpini e di PromoCevo, musica e intrattenimento per i più piccoli (truccabimbi, attività, pesca di beneficenza)  

Durante tutta la giornata mercato agricolo contadino e servizio bar a cura del Gruppo Agricoltura e Ambiente.   

Si ringraziano per il sostegno l’amministrazione di Cevo e quella di Saviore, il Bio-distretto di Valle Camonica e l’associazione PromoCevo. 

Ci vediamo tra le montagne! 

Daria Tiberto