
Casa del Parco: una cucina che interpreta la montagna
Una tensione costante tra radicamento e ricerca, che parla del nostro rapporto con le terre alte e si apre al confronto con altre esperienze.
Diario di bordo
La Val Saviore è una delle aree più affascinanti del Parco dell’Adamello: una valle dove boschi di conifere, alpeggi, valloni glaciali, laghi alpini e ambienti d’alta quota raccontano un modo autentico di vivere la montagna. Per questa estate, lo staff della Casa del Parco ha scelto di condividere alcuni dei propri luoghi del cuore: itinerari speciali, legati a esperienze, ricordi e paesaggi che ciascuno custodisce con particolare affetto. Ne nasce una piccola raccolta di proposte per scoprire la Val Saviore attraverso lo sguardo di chi la vive, la racconta e la sente vicina.
Per preparare al meglio queste escursioni, lo staff della Casa del Parco consiglia di portare con sé Wikiloc, Official Mapping Sponsor del Corpo Montagna Festival e alleato ideale per vivere la montagna in sicurezza e consapevolezza. Con la Navigazione Outdoor potrai seguire la traccia GPS con indicatori di direzione, bussola e avvisi sonori anche senza connessione; le Mappe 3D ti permettono di conoscere ogni sentiero nei minimi dettagli prima ancora di partire; le Previsioni Meteo integrate ti aiutano a scegliere il momento giusto per ogni uscita. Una volta in quota, l’Identificatore di Cime in Realtà Aumentata ti svela i nomi delle vette intorno a te, mentre il Rilevamento in Diretta ti permette di condividere la tua posizione con chi vuoi: un alleato prezioso soprattutto quando si cammina in solitaria.
Per preparare al meglio queste escursioni, lo staff della Casa del Parco consiglia di utilizzare la piattaforma Wikiloc, che stato l’official mapping sponsor del festival Corpo Montagna e che permette di visualizzare i percorsi, seguire la traccia GPS, consultare il profilo altimetrico e le previsioni meteo, oltre a condividere la propria posizione durante l’escursione.
Questo itinerario è consigliato da Daria, che ha scelto la Valle di Brata come proprio luogo del cuore. Un percorso che invita a rallentare il passo e ad osservare con maggiore attenzione gli ambienti naturali della Val Saviore, scoprendone le dinamiche ecologiche, la storia e le continue trasformazioni.
Il Sentiero della Consapevolezza si sviluppa lungo un percorso ad anello nella Valle di Brata e nasce con l’obiettivo di promuovere una fruizione più attenta e partecipata della natura. Attraverso diversi punti di osservazione e attività dedicate, l’itinerario permette di comprendere come boschi, torrenti, versanti e habitat evolvano nel tempo secondo processi naturali spesso poco conosciuti ma fondamentali per il funzionamento degli ecosistemi.
Il percorso unisce elementi di educazione ambientale, scienza partecipativa e memoria culturale locale. Il percorso è parte di Carga Lisera, la guida esito del progetto “Nuovi itinerari di comunità per la Valsaviore” nell’ambito del bando Cariplo “Montagne in Transizione”.
La Valle Adamè è il luogo del cuore scelto da Silvia ed Elena, che consigliano questo itinerario per l’atmosfera selvaggia dell’ampio vallone glaciale.
Partendo dalla Malga Lincino dopo una ripida salita si raggiunge il Rifugio Lissone. Si prosegue poi per la Malga Adamè e la Baita Adamè, inoltrandosi progressivamente verso la testata della valle dominata dalla Vedretta di Adamè.
Il percorso diventa via via più alpino: morene, pietraie e pendii detritici accompagnano la salita fino al Bivacco Ceco Baroni, collocato in posizione panoramica sopra la valle.
3. Bivacco Giannantonj: affacciati sul ghiacciaio dell’Adamello
Il Bivacco Giannantonj è il luogo del cuore di Federica, che lo consiglia a chi cerca un’esperienza intensa per ammirare l’imponenza e il destino nefasto del più ampio ghiacciaio alpino, il Ghiacciaio dell’Adamello.
L’itinerario parte da Fabrezza e raggiunge il Rifugio Prudenzini in circa 2 ore e 30 minuti, attraversando la Val Salarno. Dal rifugio si abbandona il sentiero n. 1 dell’Adamello e si prosegue sul sentiero CAI 14 in direzione nord, passando accanto ai ruderi dello storico Rifugio di Salarno, costruito dal CAI di Brescia nel 1881.
Da qui il percorso diventa più impegnativo: il sentiero attraversa ambienti morenici e detritici tipici dell’alta montagna e conduce, in circa 2 ore e 30 minuti, al Passo di Salarno. Nelle immediate vicinanze del valico si trova il Bivacco Giannantonj, posto in una posizione panoramica privilegiata. Da qui si gode una vista eccezionale sul Pian di Neve, sul Monte Adamello (3.554 m) e sulle principali cime che circondano il ghiacciaio.
Questo itinerario è consigliato da Giovanni, che ha scelto il Lago di Bos come proprio luogo del cuore: una tappa fresca e rigenerante, ideale per una pausa prima di proseguire verso il Passo di Blisie.
Superato il lago di Bos, si prosegue lungo il sentiero CAI 87, che risale il versante sinistro della valle attraversando pascoli alpini e pendii aperti fino a raggiungere il Passo di Blisie.
Il valico rappresenta uno dei migliori punti panoramici della zona: lo sguardo spazia sull’intera Val Saviore, dal comprensorio di Salarno fino al Piz Olda, sul Monte Elto e sulle montagne della vicina Valle di Paisco. Per il rientro è possibile ripercorrere il sentiero di salita oppure chiudere un interessante anello seguendo la storica mulattiera militare della Grande Guerra che scende sul versante opposto. Il percorso, dopo una serie di tornanti, attraversa aree boscate meno frequentate fino a ricongiungersi con il sentiero CAI 14 poco sopra la località Fabrezza.
5. Lago di Gana: una meta ideale per scoprire l’alta quota
Il Lago di Gana è il luogo del cuore di Camilla, che lo consiglia a chi desidera raggiungere uno dei laghi alpini più suggestivi dell’alta Val Saviore, immerso in un ambiente di grande interesse naturalistico ai piedi delle cime del gruppo dell’Adamello.
L’escursione parte dal Rifugio Stella Alpina, in località Fabrezza, raggiungibile da Saviore dell’Adamello tramite strada asfaltata. Si segue inizialmente la strada di servizio della centrale Enel che risale il versante con alcuni tornanti fino a raggiungere la Malga Macesso di Sotto (1.759 m) e successivamente la Malga Macesso di Sopra (1.935 m). Il percorso prosegue poi verso la diga del Lago Salarno, attraversando ambienti pastorali e panoramici fino a raggiungere il Lago Dosazzo e l’omonima malga.
Tra il Lago Salarno e il Lago Dosazzo si imbocca sulla destra il sentiero che conduce al Lago di Gana. L’ultimo tratto attraversa un ambiente più selvaggio e roccioso, risalendo gradualmente una serie di balze modellate dall’azione glaciale e segnalate da numerosi ometti in pietra. A quota 2.390 metri si raggiunge infine il Lago di Gana, piccolo specchio d’acqua alpino incastonato tra rocce e pascoli d’alta quota, in una posizione particolarmente panoramica sul versante orientale della Val Saviore.
Tutte le tracce degli itinerari sono disponibili sul profilo Wikiloc della Casa del Parco, dove è possibile consultare i percorsi nel dettaglio, scaricare le tracce GPS e ottenere tutte le informazioni utili per pianificare al meglio la propria escursione in Val Saviore

Una tensione costante tra radicamento e ricerca, che parla del nostro rapporto con le terre alte e si apre al confronto con altre esperienze.

pensieri dalla seconda edizione del festival

Una guida che non è solo una guida. Cosa abbiamo fatto e perché Per provare a raccontarvi questa storia vi proponiamo di invertire il senso di marcia e di partire